Carlo Maxia — Idee d’identità. Fare per essere, rappresentare per dover essere

Abstract

Questo articolo tratta dell’identità in Sardegna ed è suddiviso in due parti: nella prima pane cerco di mettere in evidenza alcuni aspetti dell’identità di un anziano pastore, giunto alla fine della sua carriera lavorativa. Si tratta di un esempio di identità solida, fondata sul lavoro e sul fare produttivo, che ricalca il tipo di identità maggiormente presente nella modernità: quella creata in buona misura nel lavoro. La seconda parte dell’articolo cerca di sviluppare alcune riflessioni teoriche e di stimolare delle ipotesi di ricerca sull’identità nella postmodernità, caratterizzata da flessibilità e incertezza, dalla progressiva riduzione della centralità del lavoro tradizionale e dall’importante ruolo svolto dal mercato e dal consumo nella vita dei soggetti. La riflessione teorica parte dalla distinzione tra l'”identità primaria” (quella che si sviluppa nei rapporti quotidiani del faccia-a-faccia) e l'”identità esibita” cioè quella che, riprendendo alcuni aspetti della cultura “tradizionale”, rappresenta, attraverso la “vendita dell’identità”, un’importante risorsa per lo sviluppo dell’economia turistica e della politica locale.

This essay is on identity in Sardinia, and it’s composed of two parts. The first analyses some aspects of the identity of an old shepherd at the end of his working life. The man offers a perfect example of a strong identity based on work and production, a type of identity – constructed on work – that is largely recurrent in modern times. The second pan of the text introduces some theoretical reflections and hypotheses about identity in postmodernity, identifying its distinctive features in: flexibility, uncertainty, the loss of traditional work’s central role, and the importance of the one played by the market and consumption in people’s everyday life. The author’s reasoning begins by proposing a distinction between a “primary identity” (which is developed in daily face-to-face relationships) and a “exhibited identity” as the one that – including some aspects of “traditional” culture – represents, through the “sale of identity”, an important resource for local politics and tourism economy.