Fabio Mugnaini — La storia di Mario. Etnografia dell’incontro con «l’ultimo mezzadro del Chianti» tra abbandono e patrimonio

Abstract

Il contributo procede dalla raccolta della testimonianza di un signore ultraottantenne, ultimo sopravvissuto di una famiglia mezzadrile del Chianti, in procinto di lasciare la casa dove era nato e dove la famiglia risiedeva dalla fine del ‘700, per trasferirsi in un appartamento di nuova costruzione, alla periferia di Siena. Nel corso degli incontri, Mario mi ha guidato per tutte i locali tecnici e le stanze della “sua” casa, producendosi in una presentazione delle centinaia di oggetti e strumenti accumulati dalla sua famiglia, con grande perizia tecnica, e confidandomi le sue amarezze per il trattamento subito in questa delicata fase della sua esistenza. Sul materiale videoregistrato è stato impostato un progetto di edizione che dovrà restituire la ricchezza della testimonianza, sia per la comprensione del sistema e della cultura mezzadrile, che per quella delle dinamiche della contemporaneità; con un taglio metodologico marcatamente dialogico, si propone qui un racconto della fase terminale della metamorfosi del tessuto ex mezzadrile, e nel panorama dei fraintendimenti che i portatori di quella esperienza si sono portati dietro (le promesse del padrone, il riscatto operato dalla politica, l’attendibilità degli insegnamenti delle generazioni anteriori, le seduzioni della modernità che portano ad accumulare vecchie fotocopiatrici insieme agli orci di terracotta del settecento, le trappole della ricezione mediatica e turistica, e in ultima, le incertezze o le ambiguità dei processi di patrimonializzazione.

The article stems from a collection of the testimony of an octogenarian man, last surviving member of a sharecropping family from Chianti, when about to leave the house where he was born and where the family had lived since the end of the 18th century, and heading to a new suburban appartment, on the outskirts of Siena. During the meetings, Mario guided me through all the work rooms as well the family rooms of “his” home, producing with great technical skill, a presentation of the hundreds of objects and tools accumulated by his family, and confiding his bitterness at the treatment suffered in this delicate phase of his life. The videotaped material is part of a publishing project that aims to highlight the wealth of testimony, for the understanding of both the system and the culture of share-cropping, and for that of the contemporary dynamics. With a marked dialogical methodology, we propose here an account of the final phase of the metamorphosis of sharecropping, and the misunderstandings of the convictions that the bearers of that experience have brought with them (the master’s/promises, the redemption wrought by politics, the reliability of the teachings of elder generations, the seductions of modernity leading to accumulate old photocopiers together with the eighteenth century earthenware jars, the snares of media attention and the gaze of tourism and, ultimately, the uncertainties or ambiguities of the ongoing heritage process.